- Ceramica
- Klinker
- Gres
- Gres porcellanato
- Cotto
- Cemento
- Resina
- Marmo
- Granito
- Moquette
- Legno
- Pavimenti resilienti
- Tipologia di detergenti

CERAMICA

Bisogna distinguere la BICOTTURA dalla MONOCOTTURA. La prima viene realizzata con una cottura per il supporto ed un’altra per lo smalto, ottenendo così una superficie lucida, vetrificata ma di modesta resistenza all’usura. Nella seconda, invece, il supporto e lo smalto vengono cotti contemporaneamente ad una temperatura di 1200 °C; si ottiene in tal modo un manufatto particolarmente resistente, adatto anche per esterni. La ceramica non richiede trattamenti di protezione o cure particolari. E’ consigliabile per il lavaggio di manutenzione ordinaria un detergente universale (MORNING 88 o FLOO24) da usarsi a concentrazioni diverse a seconda dello sporco.

 

KLINKER

E’ un materiale durissimo, resistente al gelo, agli acidi e all’usura, ottenuto cuocendo una miscela di diversi tipi di argille a temperature superiori ai 1250 °C.

 

GRES

E’ anch’esso un impasto di argilla, particolarmente indicato per pavimentazioni industriali per la sua buona resistenza agli agenti chimici ed all’abrasione. Per la loro media porosità, GRES e KLINKER possono essere sigillati (LUCHY TURAPORI) od incerati (LUCHY M, LUX METAL). Tale operazione ne migliora l’aspetto, la durata e la facilità di manutenzione.

 

GRES PORCELLANATO

E’ l’evoluzione moderna del GRES normale. Materiale estremamente resistente all’usura, agli acidi, alle basi e di bassissima porosità. Può essere lucido (levigato) od opaco. Il levigato è più poroso, si sporca più facilmente e si pulisce più difficilmente. Non può essere né sigillato né incerato. Si consiglia sempre di lavarlo, non appena posato, con una soluzione di acido tamponato per asportare tracce di biacca e residui di levigatura per non avere alonatura. Il lavaggio di manutenzione ordinaria va fatto usando soluzioni diluite di detergenti a bassissimo residuo possibilmente ammoniacali (CLEANING 2000 o FLOOR 24). Il GRES opaco, invece, è molto meno delicato e può essere lavato con qualunque detergente universale a basso residuo (FLOOR 24).

 

COTTO

E’ un materiale ottenuto cuocendo l’impasto per parecchie ore a temperature elevate; nasce così un manufatto molto duro, resistente all’usura e al gelo, ma estremamente poroso ed assorbente. Se si vuole renderlo e mantenerlo impermeabile alle macchie, va trattato subito dopo la posa. Anche la successiva manutenzione è in funzione del trattamento subito (EURO WAX COTTO, LUCHY M).

 

CEMENTO

E’ usato soprattutto nelle pavimentazioni industriali. Per ridurre la formazione di polvere e renderlo impermeabile alla macchie, conviene sigillare la porosità (LUCHY TURAPORI) appena posato.

 

RESINA
Le resine URETANICHE ed EPOSSIDICHE stanno sostituendo il cemento; rispetto ad esso presentano una notevole impermeabilità, assenza totale di polvere ed una maggiore durezza. Di contro c’è il costo notevolmente più alto.

MARMO

E’ un materiale nobile, noto ed usato fin dall’antichità: prodotto naturale frutto di un processo di cristallizzazione e metamorfosi. La sua posa è sempre seguita dalla levigatura e dalla lucidatura “a piombo”. Per un certo periodo il marmo rimane lucido, non richiede l’uso di cere metallizzanti e autolucidanti che, tra l’altro, si ancorerebbero malamente alla superficie, e per lavarlo è sufficiente un detersivo a basso residuo, possibilmente ammoniacale (CLEANING 2000). Il calpestio provoca nel tempo la perdita della lucentezza e da questo momento il pavimento può essere incerato solo con cere METALLIZZATE RILUCIDABILI e lucidato periodicamente con spazzole di ferro o dischi gialli o bianchi. Tali cere sono opacizzate da un qualunque lavapavimenti; l’inceratura va ripetuta dopo ogni lavaggio, oppure si può utilizzare un buon lavaincera rilucidabile (LUCHY LAVAINCERA). L’uso delle cere metallizzate autolucidanti a questo stadio sarebbe corretto se tutta la superficie da trattare avesse perso uniformemente la piombatura. Ma ciò non avviene, in quanto le zone non calpestate mantengono più a lungo la lucentezza e in tali zone si avrebbe un ancoraggio precario delle cere autolucidanti. Inoltre esistono oggi moderne tecniche di vetrificazione che ripristinano la lucentezza nelle zone maggiormente rovinate; il risultato è buono ma è meno duraturo della lucidatura a piombo. L’uso di zerbini o riccioli in vinile rallenta l’usura dello strato ceroso e quindi del pavimento.

 

GRANITO

E’ anch’esso un prodotto naturale di origine metamorfica, ma molto più duro e costoso del marmo. Mantiene la piombatura molto più a lungo e si lava semplicemente con un detergente a basso residuo (CLEANING 2000) oppure con un lavaincera (LUCHY LAVAINCERA). Per le cere valgono le stesse considerazioni fatte sul marmo.

 

MOQUETTE

Ha subito in questi ultimi anni una discreta diffusione. Se ne trova negli alberghi e negli uffici per le sue capacità fonuoassorbenti e termoisolanti. Si divide in due tipi: quella in fibra sintetica e quella in fibra naturale (più rara dato il costo superiore). Un’ulteriore distinzione è data dalla trama e dalla lunghezza del pelo. Conoscendo infatti il comportamento delle fibre naturali (lana) verso l’acqua e i detersivi, è consigliabile usare shampoo ad elevato potere schiumogeno, ma con schiuma a bassissimo contenuto di acqua (SHAMPOO MOQUETTE). Tale schiuma viene distribuita sulla moquette con macchine shamponatrici o con monospazzole ma anche a mano con una spugna od una spazzola. La schiuma congloba lo sporco, asciuga (in 3-4 ore) trasformandosi in polvere che può essere aspirata con aspirapolvere o battitappeto. La moquette in fibra sintetica può essere pulita ricorrendo ad una macchina ad iniezione o ad estrazione. La soluzione di detergenza (GRAZIA MOQUETTE) viene spruzzata ad alta velocità nelle fibre e subito dopo aspirata (solitamente si aspira l’80-90% del volume spruzzato). Con tale tecnica aumentano i tempi di asciugatura.

 

LEGNO

Anch’esso è un materiale che presenta una buona fonoassorbenza ed una scarsa conducibilità termica. Dopo la posa viene verniciato con vernici all’acqua od al solvente e ciò lo rende meno sensibile agli agenti atmosferici. E’ di facile manutenzione. Esistono innumerevoli tipi di legno e metodi di posa. Va lavato esclusivamente con un panno morbido appena inumidito con una soluzione molto diluita (0,2-0,3% equivalenti a 2-3 tappini in un secchio da 10 litri d’acqua) di detergente neutro (CLEANING 2000). Da escludere sono tutti gli altri prodotti che possono deteriorare la vernice e quindi il legno.

 

PAVIMENTI RESILIENTI

Sono chiamati resilienti i materiali che hanno la capacità di reagire elasticamente alla sollecitazioni senza subire deformazioni permanenti. La maggior diffusione si ha in ospedali, cliniche, scuole e grandi magazzini, dove garantiscono resistenza, durata, igiene e facilità di manutenzione purché siano sigillati od incerati. Leggeri, fonoassorbenti, termoisolanti, possono anche essere posati su vecchie pavimentazioni rovinate. I più diffusi sono il PVC, il LINOLEUM e la GOMMA. Pur essendo di natura chimica ed aspetto diversi il trattamento è uguale per tutti. Gli unici detergenti a pH neutro adatti per lavorare le superfici incerate sono: MORNING 88 o CLEANING 2000; usando altri lavapavimenti si rischia di opacizzare il film ceroso, sconsigliato l’uso del disco per la gomma a bolle ed a costa, in quanto non riesce a togliere la cera negli avvalli e interspazi a depressione tipici di questi pavimenti; di rigore la spazzola di setole di nylon.

TIPOLOGIA DI DETERGENTI

L' acqua da sola, anche se aiutata dall'azione meccanica, non è idonea per rimuovere ed allontanare lo sporco. L' aggiunta del detergente migliora tale capacità. Quindi un detergente deve avere determinati requisiti: disperdersi completamente in acqua, avere un tensione superficiale tale da " bagnare " perfettamente le superfici, attaccare, rimuovere, emulsionare e disperdere lo sporco,impedirne la sua rideposizione, poter essere facilmente risciacquato. Per ottenere tutte queste proprietà le formulazioni sono costituite da un " mix " di componenti ( tensioattivi, sequestranti, solventi, ecc.) ognuno con una funzione ben precisa. Senza entrare nei dettagli, i prodotti usati nella pulizia degli ambienti nella maggior parte neutri debolmente alcalini e mediamente alcalini. I prodotti neutri o debolmente alcalini agiscono sullo sporco pigmentario, agglomerato e grasso leggero. I mediamente alcalini agiscono sempre sullo sporco pigmentario, agglomerato e grasso, ma in maniera piu' energica e quindi vengono usati per superfici maggiormente sporche. I fortemente alcalini, ad eccezione dei deceranti, non compaiono nelle pulizie ambientali, ma vengono utilizzati soprattutto nel lavaggio stoviglie, oppure in detergenti per sporchi molto grassi e carbonizzati. I prodotti acidi invece agiscono soprattutto sullo sporco minerale, ma anche sullo sporco agglomerato e grasso leggero. Sono prodotti aggressivi e come tali da usare con attenzione (mai su marmo, granito, pietre naturali, zinco, stagno ). Da preferire sono sempre i prodotti contenenti acido fosforico e citrico (PULIDETER, BIODECAL, SERENA SPRAY) con i quali si possono pulire oltre ai sanitari anche le apparecchiature in acciaio inox.

I disincrostanti a base di acido cloridrico (muriatico) come BRILL WC devono essere usati unicamente nelle tazze WC, orinatoi, turche. L'uso di prodotti a base cloridrica sull' acciaio inox provoca l'imbrunimento del manufatto e addirittura la perdita della cromatura superficiale.


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